M MURETTOBOX VIRTUALE

Squadre // e vetture 2026

Quanto è forte ogni macchina, e dove ogni squadra ha scelto di essere lenta.
Forza-vettura, gara per gara
Come nasce l'indice Non dal piazzamento — le penalità e il traffico lo falsano — ma da due segnali: il giro secco (il miglior tempo di qualifica, cronometro e non griglia) e il passo in aria pulita. Dentro ogni gara i due segnali diventano percentili fra le squadre: 100 = la migliore di quel Gran Premio, 0 = l'ultima. È un indice relativo alla gara, quindi si legge in verticale, non in orizzontale: 100 a Budapest e 100 a Spa non sono la stessa velocità.

Media dell'indice sulle gare della stagione.

Vedi l'evoluzione gara per gara, con lo slider →
La pit lane
Perché non in secondi assoluti Il tempo per attraversare la corsia lo decide soprattutto il circuito: la pit lane di Monaco e quella di Spa non si confrontano, e una classifica in secondi assoluti misurerebbe il calendario invece delle squadre. Qui ogni sosta diventa lo scarto dalla mediana della propria gara, e solo dopo si aggrega. Negativo = più rapidi dei rivali di quel weekend.
Punta contro curva
Perché in percentili e non in km/h Fra circuiti diversi i km/h non si confrontano: a Spa si tocca una punta che a Budapest non esiste, e una curva veloce di Silverstone è più rapida di un rettilineo di Monaco. Quindi ogni valore diventa un percentile dentro la propria gara, e poi si fa la media. Alto in orizzontale = forte sul dritto rispetto ai rivali di quel weekend; alto in verticale = forte in curva.

La velocità di punta include la potenza del motore, non solo l'ala; la velocità in curva include il grip meccanico. È una firma d'assetto.

Vedi il cruscotto per gara, col DNA di ogni circuito →