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Undici km/h di guadagno sul rettifilo: la misura dell'effetto scia nella Sprint di Zandvoort
L'analisi dei 324 giri della Sprint di Zandvoort quantifica il vantaggio della scia sul rettilineo principale: 11,08 km/h di velocità massima in più quando si insegue a meno di un secondo.
Nel corso dei 24 giri della Sprint olandese, l'analisi su 324 giri confrontabili tra undici piloti ha isolato l'effetto della scia sul rettilineo d'arrivo. Inseguire entro 1,0 s dalla vettura che precede garantisce un incremento medio di velocità di punta di 11,08 km/h rispetto ai passaggi in aria libera (distacco superiore a 2,0 s).
L'effetto di trascinamento riduce la resistenza all'avanzamento sulla salita verso la staccata di Tarzan, offrendo opportunità di sorpasso anche a vetture con assetti ad alto carico.
Il vantaggio sul dritto si contrappone alla perdita di aderenza nelle sezioni guidate. Nei curvoni veloci di Zandvoort, l'aria turbolenta generata dalla vettura davanti riduce il carico del fondo di oltre il 15%, costringendo i piloti ad allargare la traiettoria e provocando micro-scivolamenti che surriscaldano le gomme.
I dati telemetrici confermano che la scia a Zandvoort è un'arma potente per l'attacco sul giro singolo, ma insostenibile per più di quattro tornate consecutive senza compromettere la vita del battistrada.